Abbiamo affinato l’arte di resistere!

Abbiamo affinato l'Arte di Resistere!

Non quella di stare bene...

C’è una cosa che sappiamo fare molto, molto bene.
Talmente bene che spesso non la vediamo più.

Soffrire... Resistere...
Stringere i denti con eleganza...

Non parlo della sofferenza inevitabile della vita — quella che arriva, attraversa, trasforma.
Parlo di quella più sottile, più raffinata.
Quella che manteniamo in piedi noi, giorno dopo giorno, con gesti piccoli, quasi invisibili.

Non lo facciamo perché siamo deboli.
Lo facciamo perché abbiamo imparato così.
Perché, a un certo punto, resistere è sembrata l’unica forma possibile di forza.

E allora diventiamo bravissimi a:

  • sopportare invece di ascoltare

  • adattarci invece di sentire

  • spiegare invece di stare

Non è colpa. È addestramento.

Quasi nessuno ci ha mai insegnato a stare bene dentro ciò che siamo.
Ci hanno insegnato a funzionare.
A tenere.
A non disturbare.

E così, senza accorgercene, abbiamo sviluppato strategie molto efficaci per stare peggio — ma in modo socialmente accettabile, spiritualmente giustificato, mentalmente impeccabile.

In questo articolo non ti parlerò di grandi traumi, né di drammi evidenti.

Ti parlerò di otto azioni quotidiane, comuni, normalissime,
che molte persone sensibili, intelligenti e “consapevoli” mettono in atto per prolungare il proprio malessere interiore.

Se ti riconoscerai, non sarà una diagnosi... Sarà un sospiro.
Quel momento in cui qualcosa dentro dice: “Ah! Ecco perché sto così!

Non devi cambiare tutto... Non oggi... Non subito...

Per ora, basta vedere.
Perché ciò che viene visto, inizia già a sciogliersi.

Più avanti, per chi lo desidera, condividerò anche alcune micro–tecniche di sblocco rapido: piccole manovre di emergenza, semplici ma precise, per quando senti che stai per ricadere nell’automatismo. Non come soluzione definitiva. Come primo respiro.

Ora, andiamo a vedere insieme le 8 cose che facciamo, spesso in buona fede, per stare peggio.

All’improvviso un giorno ti svegli così!

Magari hai avuto uno splendido e lungo periodo con il vento in poppa. Un meraviglioso periodo in cui tutto va alla grande e ti sembra quasi di volare. Inizi ad abituarti all’idea, ti accomodi nella tua prosperità e…

CRACK! 

Eccoti di nuovo lì, di nuovo a pezzi: stanco, disorientato, confuso, amareggiato, dolorante...

CRACK!

Tutto é bloccato, inceppato.

Non importa se per stress o per un’improvvisa brutta notizia: crolli, ti senti a pezzi, ti sembra di perdere la centratura, la lucidità mentale e l’apertura del cuore. 

Ripeto, non importa quale sia il motivo per cui ti ritrovi così. 

Importa invece e fa la differenza il modo in cui gestisci questo stato. A secondo del tuo atteggiamento mentale durerà poche ore o parecchi giorni. 

Per farlo durare parecchi giorni, puoi:

1.  Fare la vittima. Piangersi addosso per accomodarsi nel ruolo della vittima. “Ma sempre tutte a me… ma che ho fatto di male… non me lo merito, in fondo sono una brava persona"

2.  Negarti la possibilità di un cambiamento. Ripeterti, come un mantra, che in fondo le cose per te non cambieranno mai e snocciolarti una lunga lista di motivi per cui ciò é vero 

3.  Cercare di capire perché ti senti così, fissandoti quanto più é possibile alla ricerca delle cause. Una dritta: cerca di capire perchè funziona alla grande: più ti scervelli e peggio ti senti. Chiederti perché amplifica la confusione ed il disorientamento, mentre diminuiscono lucidità mentale e apertura del cuore. 

4.  Farti un’autodiagnosi, partendo dai sintomi che hai, siamo essi fisici, mentali o emozionali, dopo aver smanettato a lungo online in modo casuale e quasi isterico. Se riesci a far salire l’ansia nel modo giusto, di sicuro ad un certo punto scoprirai che hai qualcosa che non va e che quel qualcosa é  molto ma molto grave. Ciò amplificherà ulteriormente la paura ed il senso di precarietà anche nei giorni successivi. Se sei sufficientemente abile, potresti farlo durare settimane o mesi! 

5.  Farti un’abboffata di cibo o serie TV o shopping compulsivo o gambling o quello che preferisci. Anche questa opzione funziona alla grande: il giorno dopo sarai intossicato di qualcosa, la bilancia ti castigherà o il tuo conto sarà improvvisamente molto più asciutto. Qui puoi aggiungere tanti sensi di colpa e lacrime di coccodrillo e reiterando il giochino puoi sentirti ogni giorno peggio anche per mesi! Puoi anche mescolare diverse compulsioni tra loro per ottenere un risultato più duraturo. 

6.  Prendertela con chi ami. Qui ora passiamo alle strategie in grande stile: litigare con le persone che più ami! Questa é una strategia davvero elegante e raffinata! Prenditela con loro, scarica su di loro tutta la tua frustrazione, dai a loro ogni colpa, falle sentire responsabili del tuo stato. Indignati per il loro comportamento e mostrati profondamente delusa dalla loro mancanza di sensibilità. Se ti muovi bene, puoi arrivare a distruggere una relazione importante anche per sempre! 

7.  Prendere una decisione molto importante. Siamo al Top! Cambiare casa o lavoro o città o partner! Puoi essere certa al 100% che questa decisione sarà sbagliata e che ti serviranno anni ed anni per risistemare le cose. Provare per credere! 

8.  Perdere la Fede e la Fiducia in te stesso… Dulcis in fundo! Perdere Fede e Fiducia nell’energia della Fonte e nella perfezione delle Leggi dell’Universo. Possibilmente maledicendo te, Tutto e Tutti… d’altronde si dice “Non sputare in Cielo che in faccia ti torna.” Tu fallo invece. Anche qui con la certezza che in faccia ti tornerà: magari le Leggi dell’Universo non funzionano, ma quella di gravità é inesorabile. Stai costruendo oggi la tua infelicità di domani. Anche qui: risultato garantito! 

Se, invece, sentirti a pezzi non ti piace e vuoi sapere come farlo durare il meno possibile,  qui di seguiti troverai dei piccoli aggiustamenti rapidi per modificare una giornata no.

La differenza la fai tu.

Te lo ricordi il film “Sliding Doors”?

Se non l’hai visto, te lo consiglio: é un gran bel film.

Ricordi che, anche se cambiavano solo pochi piccoli dettagli, la direzione della vita della protagonista sembrava mutare radicalmente? 

In realtà la differenza fondamentale non la trovi in quei dettagli esterni, ma nel suo diverso Approccio Mentale. 

Come in Sliding Doors, la nostra scena iniziale é identica. Apparentemente nulla é successo.

All’improvviso un giorno ti svegli così! 

Magari hai avuto uno splendido e lungo periodo con il vento in poppa. 

Un meraviglioso periodo in cui tutto va alla grande e ti sembra quasi di volare. 

Inizi ad abituarti all’idea, ti accomodi nella tua prosperità e…

CRACK! Tutto si s’inceppa.

Il motivo esterno non é rilevante.

Quello che fa la differenza é come tu gestisci il momento no.

Stavolta non segui gli 8 punti di cui ti ho scritto, ma scegli di gestire consapevolmente la tua il tuo momento no, piuttosto che lasciarti travolgere dagli eventi come un fantoccio di pezza.

 

Come puoi farlo funzionare nella realtà?

1.  Prima ancora di aprire completamente gli occhi, sai che sarà una giornata no. Ti abbracci, ti accogli con amore, e te lo dici che é una giornata che non promette niente di buono. Non fai finta di niente. Ne prendi atto, lo accetti. “Oggi é una giornata così.” È il respiro della vita, non siamo sempre a mille.

2.  Eviti di amplificare il tuo stato cercando di capire a tutti i costi perché stai così. Se é importante capirlo lo capirai comunque, anche se non rimani lì ad arrovellarti in cerca di risposte. 

3.  Fai qualche respiro profondo, ti connetti con il tuo sentire, con il tuo corpo soprattutto. Le risposte iniziano ad arrivarti tramite lui, se gli lasci il tempo e lo spazio per esprimersi. 

4.  Metti da parte l’energia del giudice, quella del perfezionista e quella che ti dice: “Hai un sacco di impegni… invece di perdere tempo con queste sciocchezze, preparati e inizia! Basta capricci!” Fai silenzio e rimani in ascolto. 

5.  Hai fatto una muta domanda: ascolta le risposte. Magari una parte di te, quella più passiva, sarà depressa, senza voglia di far nulla. Magari ti dirà che ha solo voglia di tornarsene a dormire. Un’altra sarà forse triste, semplicemente triste e tirerà fuori una lacrimuccia. Un’altra parte forse ti dirà che é stanca ed annoiata, che con te non si diverte mai. E così via. Tu le ascolti tutte. 

6. Ma chi é questo Io che ascolta tutti questi frammenti di te? È la tua parte più consapevole ed allineata. Che c’é sempre. Anche se nei momenti più duri, è più difficile sentire la sua voce. È la tua parte più accogliente e paziente, quella che sa che nulla é per sempre, che niente dura e che tu sei fatta di emozioni e pensieri diversi e contrastanti, ma sei molto più di quello, non sei solo quello. 

7.  Eviti di identificarti con una sola parte di te. Sì, magari una parte di te é triste. O semplicemente stanca, preoccupata o stressata. Ma tu non sei solo tristezza, paura o stress. Non confondere una parte con il tutto. Ci sono anche altre energie disponibili: usale. Usa il tuo cuore per abbracciare quella tristezza. abbracciala, confortala.

Magari c’è la tua bambina interiore che si annoia a morte: guardala negli occhi, chiedila cosa vorrebbe fare e promettile che entro sera lo farete insieme.

E ricordati di mantenere la tua promessa.

O magari semplicemente e hai bisogno di una giornata più lenta: rivedi le tue priorità, rimanda quello che puoi rimandare e regalati una coccola: quattro passi a contatto con la natura, piuttosto che un massaggio o il tempo per leggere un bel libro o incontrare una cara amica che é troppo che non vedi. O qualunque altra cosa ti faccia bene. 

8.  Evita di prendere decisioni importanti. Se devi prendere qualche decisione importante, evita. Rimandala ad un momento in cui ti sentirai lucida e centrata. 

9.  Mantieni salda la Fede e la Fiducia in te stessa, nell’energia della Fonte Divina e nella perfezione delle Leggi dell’Universo. Chiedi aiuto, sostegno e guida. Ringrazia per tutto ciò che hai: così invii energia alle vibrazioni della prosperità, invece di rimanere fisso solo su ciò che manca, sulla tua scarsità.

Stai costruendo ora la tua pace di oggi e di domani. Ad un certo punto della tua giornata ti ricorderai che non era iniziata bene e ti stupirai nel ritrovarti a vivere una buona giornata. E ti sentirai potente e sostenuta anche dagli aiuti divini. Anche qui: risultato garantito!

Essere accolti e sostenuti rende i passaggi stretti della nostra vita più attraversabili.

Non perché qualcuno faccia il lavoro al posto nostro,
ma perché non dover reggere tutto da soli cambia la qualità del passo.

Chiedere una mano non è un atto di debolezza.
È un atto di forza silenziosa.
Ed è una forma profonda di amore verso se stessi.

Ci sono momenti in cui basta poco: uno sguardo lucido, una presenza stabile, qualcuno che sappia stare accanto senza invadere.

Se, leggendo, hai sentito un piccolo sì nel corpo —anche solo un respiro più ampio — sappi che non sei fuori tempo.

Io sono qui. Non per aggiustarti. Ma per camminare insieme, se e quando lo vorrai.

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